Durante i numerosi colloqui che svolgo quotidianamente con i neo o futuri genitori, sono molto differenti le problematiche o le paure esternate.

La paura di perdere il sonno e di non essere più in grado di svolgere la propria attività lavorativa, o di non essere in grado di interpretare i bisogni del neonato/a, oppure nel caso delle secondipare il timore di non essere più presente e disponibile con i primogeniti.

Ogni mamma introietta nell’esperienza della maternità il proprio vissuto. La maternità è un passaggio di vita, una fase evolutiva di profondo cambiamento.

Con il parto la donna diventa fisicamente madre e prende forma una nuova identità: il senso dell’essere madre.

Diventare madre modifica in maniera permanente la vita di una donna.

Si tratta di un cambiamento naturale e delicato che va accolto, valorizzato e supportato se necessario.

La nascita psicologica della mamma porta la donna a vivere trasformazioni molto forti ed emotivamente disorientanti che possono dare origine a piccole e fisiologiche ‘crisi’.

Una parte della sua personalità sta scomparendo per dare spazio ad una nuova identità.

È molto importante che la donna durante questo passaggio, seppur fisiologico, non venga lasciata sola. L’aiuto della mamma, del partner dei familiari e di professionisti possono essere di fondamentale importanza.

La gravidanza, il parto il puerperio sono eventi naturali e fisiologici nella vita di un donna, ma nella società di oggi frenetica e a volte anomica, l’appoggio di una persona cara può essere la modalità elettiva di porre le fondamenta per una avvio alla genitorialità il più sereno possibile.

Pianificare per tempo aiuti, tempi e modi per affrontare la nascita del bimbo/a, può essere di grande aiuto ed io lo consiglio sempre alle mie mamme ed ai miei papà.

Pensateci.